Ritorno della lira: cosa succederebbe con l’Italia fuori dall’euro

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Abolizione dell’Euro e ritorno della Lira. Cerchiamo di sfatare i miti ed analizzare pro e contro di una eventuale uscita dell’Italia dalla zona Euro e conseguente ritorno alla Lira.

Il ritorno della lira è una di quelle notizie che spesso circolano sui social network. In molti sono convinti che prima o poi il nostro Paese potrà ritornare a quella che per tanti è stata una moneta amata, al contrario della moneta unica europea, spesso associata alla causa più importante della crisi economica.

Nonostante la notizia sia particolarmente infondata, spopolano quelle voci che affermano che prima o poi si ritornerà alla vecchia moneta italiana. Ma ci sono tanti miti da sfatare a questo proposito, perché non dovremmo pensare che un ritorno alla lira possa restare senza conseguenze. Molti sono gli aspetti da considerare sugli effetti che l’abolizione dell’euro potrebbe avere nel nostro Paese.

Un forte impatto sulla ricchezza delle famiglie

Pensiamo per esempio alle azioni e alle obbligazioni. Si stima che le attività finanziarie delle famiglie a questo proposito oggi si aggirino intorno ai 2.000 miliardi di euro. Di questi, 450 miliardi sono costituiti dagli investimenti azionari.

Se venisse abolito l’euro e l’Italia ritornasse alla lira, si potrebbe avere un vero e proprio calo della capitalizzazione di Piazza Affari del 20%. Tutto ciò non sarebbe senza conseguenze, visto che gli esperti calcolano che comporterebbe un impatto sulla ricchezza delle famiglie pari a circa 100 miliardi.

I titoli di Stato si svaluterebbero

I Btp rappresentano un valore molto alto, che si aggira intorno ai 200 miliardi. Se fossero veri l’eliminazione dell’euro e il ritorno alla cara vecchia moneta italiana, si arriverebbe ad una svalutazione molto pesante. Si verificherebbe un ribasso delle quotazioni e si configurerebbe uno scenario drammatico con cui fare i conti.

Le cedole, anche in base alla loro scadenza, sarebbero soggette ad un forte ribasso delle quotazioni. Viene stimato che i titoli triennali crollerebbero e i decennali subirebbero una svalutazione di circa il 20%. Complessivamente gli esperti finanziari ritengono che un passaggio dall’euro alla lira sui titoli di Stato potrebbe comportare una perdita tra i 20 e i 40 miliardi.

I conti correnti perderebbero valore

Fino a 100.000 euro possiamo contare sulla protezione rappresentata dal fondo di garanzia. È difficile dire che cosa accadrebbe ai nostri conti correnti bancari con un’eventuale uscita dall’euro. Sicuramente calerebbe il potere d’acquisto e quindi anche i soldi che abbiamo depositato in banca acquisterebbero un valore minore.

Con il ritorno alla lira e l’uscita dell’Italia dalla moneta unica europea, l’inflazione arriverebbe ai massimi termini. Non ci sarebbe l’opportunità di compensare tutto questo processo. Proprio per questo le conseguenze per i nostri conti correnti sarebbero molte, perché essi perderebbero valore per alcune decine di miliardi di euro.

I mutui si appesantirebbero

Un’eventuale uscita dell’Italia dall’euro comporterebbe anche un notevole appesantimento per i mutui. Tutto ciò avverrebbe in proporzione alla svalutazione della moneta. Gli esperti in tema finanziario calcolano che la nuova valuta avrebbe una svalutazione immediata, con stime che vanno dal 20% al 40%.

Si verrebbe a creare una situazione paradossale e molto difficile da affrontare specialmente per chi ha stabilito un mutuo per tanti anni e ha ancora diverse rate residue da pagare. Mentre gli stipendi e i conti correnti verrebbero trasformati in lire, l’importo del mutuo che rimane da pagare resterebbe in euro.

Naturalmente tutto questo rappresenta soltanto un’ipotesi. Nella realtà si verificherebbero altri processi, come già è accaduto per i mutui quando c’è stato il passaggio dalla lira all’euro. I contratti verrebbero convertiti nella nuova valuta e la svalutazione interverrebbe soltanto in una fase successiva, arrivando ad abbattere anche il valore reale del mutuo residuo da rimborsare.

Da considerare anche che spesso chi ha acceso un mutuo conta su un reddito lavorativo per riuscire a pagare il debito. Ma, con un ipotetico passaggio dall’euro alla lira e con tutti i fattori che interverrebbero anche sugli stipendi, sarebbe molto difficile riuscire a sopportare il peso di un mutuo. Ne conseguirebbero ancora di più depressione economica e disoccupazione, con un effetto impensabile se non avvenisse una conversione istantanea dei contratti.

Ci sarebbe un assalto alle banche

Come reagirebbero gli italiani nel concreto ad un’eventuale sparizione dell’euro? Uno degli scenari previsti e ipotizzabili è che in molti andrebbero subito in banca per spostare denaro all’estero, prima che venga svalutato, oppure per prelevare i loro risparmi in contanti. Bisogna pensare, infatti, che un cambio dell’euro in lire non avverrebbe dall’oggi al domani, anche perché servirebbe del tempo per stampare le nuove banconote in lire. Questo periodo influirebbe sul tasso di cambio.

Quando avvenne il passaggio dalla lira all’euro, il tasso di cambio fu fissato in 1.936,27 lire per un euro. Con il ritorno della lira, il cambio attuale non sarebbe più lo stesso: la moneta nazionale verrebbe valutata sul mercato molto di meno. Ecco perché molti si precipiterebbero in banca per premunirsi contro una svalutazione netta.

I prezzi aumenterebbero

I consumi ne riceverebbero un grande impatto. Molte famiglie non sarebbero più pronte a far fronte al costo di beni e servizi che aumenterebbe nel giro di poco tempo. Questi incrementi sarebbero dovuti ai costi delle importazioni.

L’Italia non possiede molte materie prime e deve ricorrere agli acquisti all’estero per procurarsele. Interverrebbe così una sorta di aumento a cascata, di cui ne piangerebbero le conseguenze soprattutto i consumatori finali, che vogliono accedere ad un determinato prodotto.

I debiti privati crescerebbero

Per una svalutazione della “nuova lira” rispetto all’euro, dopo l’ipotetico passaggio, i debiti privati tenderebbero ad aumentare proprio in rapporto alla svalutazione. Ad esempio, se abbiamo contratto un debito di 100.000 euro con una banca, nel momento in cui andiamo a restituire il capitale con tutti gli interessi, se la lira ha ottenuto una svalutazione, il nostro debito si sarà appesantito e sarebbe necessario ricorrere ad una rinegoziazione, i cui esiti però non sono del tutto assicurati.

Il debito pubblico impazzirebbe

Conseguenze importanti anche sul debito pubblico italiano. Quest’ultimo è stato quasi trasformato tutto in euro e aumenterebbe a dismisura. La Pubblica Amministrazione si troverebbe ormai ad avere a che fare con una sorta di valuta straniera, con tutti i rincari del caso.

Si dovrebbe tentare una rinegoziazione, ma le banche e le famiglie italiane di certo non ce la farebbero ad accusare il colpo. Aumenterebbe di molto l’inflazione e il commercio italiano non registrerebbe dei benefici, ma anzi potrebbe andare in tilt.

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