Rimborsopoli. La verità nascosta dai media!

Facciamo chiarezza sul caso Rimborsopoli, l’ennesima campagna diffamatoria contro il Movimento 5 Stelle. Ecco la verità che giornali e media Italiani evitano di raccontare.

Nelle ultime settimane è partita una vera e propria campagna mediatica diffamatoria contro il Movimento 5 stelle. Sembra che tutti i media si siano coalizzati per infamare nel modo più becero possibile il movimento, spostando quindi l’interesse dalle nefandezze a carico delle altre forze politiche, il cui modus operandi sembra essere solo quello di attaccare l’opposizione, con l’evidente obiettivo di deviare l’attenzione dell’opinione pubblica, secondo quella malsana regola tutta italiana secondo la quale:

chi accusa ha sempre ragione, e spetta all’accusato discolparsi, anche se dalla parte della ragione.

A pochi giorni dalle elezioni, il più potente attacco mediatico riguarda la grande fake news sui rimborsi dei 5 stelle, che non sono affatto rimborsi ma decurtazione dai propri stipendi, per una regola interna SOLO al movimento e quindi non riguarda denaro pubblico, e quindi non dovrebbe interessare altri partiti, a meno che desiderino contribuire al fondo così creato per finanziare la creazione di piccole e medie imprese.

E’ risaputo che le altre forze politiche non hanno mai contribuito al fondo neppure con un euro, ma questo non interessa a nessuno. Da noi ormai siamo abituati al fatto che: chi ruba accusa il derubato di non versare abbastanza.

Il primo a riportare la notizia è stato un quotidiano appartenente al PD (La Repubblica), che ha pubblicato un articolo nel quale si accusava un’appartenente al Movimento 5 Stelle di non aver versato la quota del suo stipendio al fondo. Il Movimento ha immediatamente provveduto ai dovuti controlli, pubblicando le prove secondo le quali nessuna irregolarità è stata riscontrata. Il quotidiano è stato subito denunciato.

Questo particolare ovviamente non è stato riportato dai media, che anzi hanno continuato a cavalcare l’onda gettando fango sul movimento nonostante l’infondatezza delle accuse. Tanto che, qualche giorno dopo, Il Giornale di Berlusconi ha riportato in prima pagina la fake news titolandola così: “Un altra scroccona a 5 stelle“.

Ma l’attacco non è certo terminato qui.

Questa volta, non trovando scandali reali, i media hanno trasformato una irregolarità sulla donazione dei soldi dei 5 stelle in un ennesimo caso costruito a tavolino.

Il Giornale pubblica il seguente titolo: “Lo scandalo Rimborsopoli si allarga.”  (non si sa di che rimborsi scriva). L’articolo fa riferimento alla bufala pubblicata giorni prima, ma in realtà tra i due casi non esiste alcuna correlazione.

Ed ecco la verità sul caso che, strategicamente, è stato chiamato “Rimborsopoli”. Parola chiave capace di instillare negli Italiani, dubbi e riferimenti a casi di rimborsi illeciti usufruiti da esponenti degli altri partiti, che però nulla hanno a che vedere con quanto sta succedendo.

Il caso Bossi ne è esempio lampante, ma è solo l’ultimo caso, per ora, della miriade di spese illecite scoperte dalla magistratura e per le quali sono stati condannate parecchie decine di appartenenti alla classe dirigente dello stato, regioni, provincie e comuni dei partiti che si presentano alle prossime elezioni.

Molti di questi personaggi compaiono ancora nelle liste di quelli che si definiscono: “esperti”. (esperti in cosa? non è dato saperlo.)

Le cose, anche se nessuno lo dice, stanno così.

I parlamentari del Movimento 5 stelle durante la legislatura si sono ridotti lo stipendio. Con l’ammontare di questi tagli (non certo dovuti ma voluti fortemente dal movimento) sono riusciti a restituire oltre 25 milioni di euro al popolo Italiano. Soldi che sono serviti a finanziare l’apertura di migliaia di attività imprenditoriali, tutte rigorosamente Made in Italy.

Inutile dire che i media hanno fatto le pulci al movimento (cosa che invece non è stata fatta agli altri partiti) scoprendo che circa 200mila euro (meno dello 1% del totale restituito) mancavano all’appello.

Il movimento ha fatto sapere che questo ammanco di 200.000 euro, deriva dalle mancate donazioni volontarie di due portavoce 5 stelle, i quali però hanno già provveduto a saldare quanto promesso. Gli stessi due portavoce hanno anche annunciato che rinunceranno all’elezione come pena per la mancanza di attenzione nei confronti degli iscritti.

Insomma, il caso è stato chiuso, i ritardatari hanno versato il contributo volontario e sono stati allontanati dal movimento 5 Stelle. Ma, come al solito, i media hanno ignorato completamente la notizia.

Stando ai giornali e ai TG il nuovo messaggio propagandistico è che:
“Il Movimento 5 Stelle è come tutti gli altri partiti, e non restituisce i soldi non loro.”

Ma la realtà, come al solito, è ben diversa:

Esiste una forza politica che si taglia gli stipendi e li restituisce ai cittadini. Ma i media tentano di farli passare per una banda di disonesti  (come tutti gli altri colti con le mani nella marmellata).

Concludendo:

Il caso Rimborsopoli del Movimento 5 stelle è solo l’ultima fake news prodotta da un sistema politico marcio e corrotto. Non esiste nessun caso nel quale i parlamentari che non sono in regola faranno ammenda. E chi ha fatto il furbo è stato allontanato definitivamente da ogni attività del movimento, aAll’interno del quale non sono ammessi strappi alle regole.

  • Non esistono casi di controllo da parte delle Iene sugli scandali di altri partiti, specialmente a ridosso della tornata elettorale. Come mai?
  • Le rendicontazioni bancarie dei 5 stelle dovrebbero essere tutelate dalla privacy ma questo è passato inosservato, come tantissimi altri fatti riguardanti il “potere”.
  • Chi ha autorizzato le Iene a fare un controllo in banca nei conti dei 5 stelle?
  • Se lo facessero sul vostro conto personale cosa fareste?
  • Come si giustificherà la banca?
  • Ma siamo ancora in democrazia?
  • La legge non è uguale per tutti?

L’Italia è l’unico paese in cui si indaga su chi i soldi li dona invece che su chi i soldi li prende!
(Enzo Boffelli)

Quello di cui nessun giornale parla è che esiste una banda di disonesti che ha tenuto le redini del potere per decenni mandando l’Italia alla rovina e che ora, notando una perdita di consensi, impiega le sue energie per infangare l’unico partito che ha portato il concetto di onestà come “condicio sine qua non” necessaria per governare il nostro paese e qualunque altra democrazia.

Con il movimento 5 stelle al potere infatti, salterebbero tutti i giochi di potere e corruzione sui quali i nostri politici si stanno arricchendo oltre misura da decenni, riducendo l’Italia ad un popolo sempre più povero e meta agognata e desiderata dal sistema, di bande di delinquenti, protetti e mantenuti a spese della collettività costretta a subire in silenzio.

I media, che dovrebbero garantire l’informazione libera, sono invece sempre più complici di questo sistema che sta facendo di tutto per far passare come ladri gli unici che stanno dalla parte del popolo. Questo a causa del finanziamento pubblico che garantisce la sopravvivenza, anche se precaria, di testate giornalistiche che altrimenti avrebbero già chiuso da tempo per fallimento. Il caso dell’Unità è l’ultimo esempio di come gettare alle ortiche soldi pubblici.

Ricordiamo che il microcredito derivante dai tagli dello stipendio dei parlamentari 5 Stelle, ha contribuito in maniera sostanziale alla nascita di migliaia di piccole imprese ed alla creazione di migliaia di posti di lavoro. Ma ci si scandalizza perchè mancano meno di 200.000 euro su una donazione di oltre 20 milioni.

Questa è la realtà dei fatti.

Ti invito a condividere questo articolo e a lasciare le tue opinioni nei commenti.
Sia che tu sia d’accordo, ma anche se non condividi quanto appena espresso.

Discutere si può, basta farlo in maniera civile senza urli, strepiti e ingiurie gratuite (come accade regolarmente nei talk show).

Commenta