Reddito e Pensioni di Cittadinanza: Cosa Cambierà con il Nuovo Governo!

Reddito e pensioni di cittadinanza: il nuovo esecutivo giallo-rosso applicherà delle modifiche al provvedimento voluto dal Movimento Cinque Stelle. Ecco quali saranno nello specifico.

Con la nascita del governo giallo-rosso, sono tornati molti dubbi sul reddito di cittadinanza. Ma sia quest’ultimo che le pensioni di cittadinanza saranno comunque al centro del programma del nuovo governo, come ha sostenuto il nuovo Ministro dell’Economia. I provvedimenti di cui già il Movimento Cinque Stelle aveva parlato saranno attuati e potrà esserci addirittura un miglioramento. Ecco cosa è in programma e che cosa cambierà.

Reddito e pensioni di cittadinanza: probabile revisione dei requisiti di accesso!

All’interno della prossima legge di bilancio potrebbero avvenire delle modifiche circa il reddito e le pensioni di cittadinanza. Non ci saranno cambiamenti radicali dal momento che si snaturerebbe eccessivamente l’idea del reddito, ma viste le risorse limitate potrebbero presto esserci delle revisioni. Roberto Gualtieri, neo ministro dell’Economia, ha fatto chiarezza sul fatto che non ci sarà un ritiro dei provvedimenti e che si continuerà con quelli che erano, in questo campo, gli obiettivi principali del Movimento Cinque Stelle.

In programma, a quanto pare, c’è un lavoro di limatura che cambierà i requisiti per avere accesso a reddito e pensioni di cittadinanza. L’obiettivo è quello di facilitare le cose e rendere l’assegno di welfare più ‘versatile’, in caso di circostanze specifiche con casi particolari. Inoltre, bisognerà calibrare meglio la somma del reddito di cittadinanza destinata alla famiglie numerose. Il meccanismo di assegnazione basato prevalentemente sull’ISEE viene considerato limitante nel caso di alcune circostanze eccezionali. Per questo motivo sarà necessario porre rimedio a tutti questi aspetti, senza però modificare radicalmente i provvedimenti di reddito e pensioni di cittadinanza.

In questo modo l’obiettivo sarebbe quello di riconoscere il reddito a chi vive situazioni di vero disagio anche se potrebbe apparire il contrario basandosi sui criteri adottati finora. Il nuovo esecutivo, che desidererebbe proprio far avere il reddito di cittadinanza a chi ne ha un reale bisogno, sarebbe allo stesso tempo intenzionato a rendere più rigidi e capillari i controlli sui cosiddetti furbetti. Potrebbe cambiare qualcosa in materia dell’uso della cifra che viene assegnata ad ogni famiglia, e potrebbero esserci delle verifiche più approfondite. E’ soprattutto su questo fronte che ci si concentrerà nei prossimi mesi.

Reddito e pensioni di cittadinanza: presto maggiori controlli!

I maggiori controlli di cui si sta parlando e che vorrebbe il governo giallo-rosso riguardano tutti i cosiddetti ‘furbetti’ che usufruiscono del reddito di cittadinanza nel modo sbagliato. Stiamo parlando di coloro che hanno delle entrate in nero, che quindi non vengono dichiarate (e per tale motivo li rendono idonei per l’assegnazione del reddito). Ma il problema è anche rappresentato da coloro che riescono ad ottenere la cifra mensile del reddito attraverso false dichiarazioni. I controlli quindi dovranno essere più capillari ed approfonditi, così come le sanzioni nel caso in cui qualcuno venisse sorpreso ad utilizzare la ‘card’ in maniera sbagliata, oppure a richiederla senza averne diritto.

Proprio nell’ottica di evitare circostanze nelle quali si usa il denaro del reddito di cittadinanza per qualcosa di illecito, sembra che il nuovo esecutivo abbia l’intenzione di ridurre la soglia del prelievo di contanti. In questo modo si potrà pagare quasi esclusivamente attraverso la card, e tutto sarà tracciabile. La soglia più elevata del prelievo in contanti consente soprattutto lo svolgersi di attività illecite che così non vengono tracciate. In questo modo sarà possibile perfezionare i controlli ed anche capire come vengono spesi i soldi del reddito di cittadinanza, contrastando le possibili illegalità.  Al momento è possibile prelevare 100 euro, ma presto la somma potrebbe dimezzarsi arrivando a 50 euro, cifra con la quale sarebbe quasi impossibile compiere molti atti illeciti.

Inoltre si vuole lavorare anche sulle tecniche di reinserimento lavorativo. Molti di coloro che percepiscono il reddito non riescono poi ad inserirsi nel mondo del lavoro e non vengono assistiti abbastanza in questo percorso. Il governo giallo-rosso si prefigge l’obiettivo di affinare le tecniche di reinserimento e riuscire veramente a trovare un lavoro a chi richiede il reddito entro tempi brevi.

Per quanto riguarda l’inasprimento delle sanzioni nel caso in cui si scoprissero lavoratori in nero, cui abbiamo già accennato, sembra che l’intenzione sia quella di aumentare la pena già prevista (fino a due anni di reclusione). Chi percepisce il reddito di cittadinanza non deve avere altre entrate ed anche su questo si vuole concentrare l’attenzione. Chi inoltre rifiuta i lavori che vengono proposti, e non desidera quindi un reinserimento lavorativo, avrà la revoca immediata del bonus e di conseguenza anche definitiva. In questo modo si desidera perfezionare il provvedimento del reddito e delle pensioni di cittadinanza, che però non corre il rischio di essere eliminato.

Cosa ne pensate? Vi aspettate miglioramenti in questo senso? A voi i commenti!

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