Reddito di cittadinanza 2019: Chi Può Beneficiarne e Come Funziona!

Reddito di cittadinanza 2019: siamo prossimi all’approvazione del decreto. Chi ne potrà usufruire e chi no, quali sono i requisiti. Come viene erogato il servizio e come si rientra a lavoro.

Ormai ci siamo. La bozza del decreto sul Reddito di Cittadinanza è stata resa nota ed è pronta per l’approvazione. In questi giorni si stanno alternando sull’argomento pareri favorevoli e pareri contrari come avviene sempre per le grandi questioni di interesse sociale. Non mancano altresì le strumentalizzazioni, le interpretazioni e le analisi da parte di esperti e opinione pubblica.

Ma un elemento importante non dovrebbe mai mancare al cittadino comune, e cioè l’informazione. Facciamo luce sugli elementi essenziali della manovra che sta per essere approvata. Quali sono i requisiti per essere ammessi? Ce ne sono diversi e cioè residenziali, economici, patrimoniali e di possesso di beni durevoli. Chi sono, invece, quelli esclusi dal provvedimento? E’ fondamentale per il cittadino medio conoscere questi parametri affinchè ognuno possa correttamente collocarsi all’interno del provvedimento e capire se può usufruirne o meno. E come funziona poi una volta ottenuto il beneficio? Spieghiamolo e approfondiamolo insieme.

Reddito di cittadinanza 2019: ecco i requisiti per poterne fare richiesta. L’ISEE sarà il documento che conterrà tutte le informazioni necessarie. Vediamo anche chi non ne potrà usufruire.

Sono giorni molto importanti questi per tantissimi italiani che stanno attendendo con ansia le novità contenute nella manovra di governo riguardanti il reddito di cittadinanza e la riforma delle pensioni. E’ naturale che sia così quando su un tema così importante si creano tantissime aspettative e si fanno tantissime promesse. Il Governo, con questa manovra, sta in pratica rivedendo parte delle modalità di ingresso e di uscita dal mondo del lavoro per cercare di non far rimanere indietro nessuno.

Parliamo in questo articolo della parte che riguarda l’ingresso nel mondo del lavoro attraverso il reddito di cittadinanza. Questa manovra è stata interamente studiata per contrastare la povertà sociale ed economica di quelle persone, e delle loro rispettive famiglie, che altrimenti sarebbero escluse dal mondo del lavoro.

Come è previsto il perseguimento di questi obiettivi? Attraverso sia il sostegno economico e sia con politiche di formazione e reinserimento nel contesto produttivo.

Entriamo ancora più in profondità del testo di decreto e vediamo chi può beneficiarne. Sono previsti dei requisiti di residenza, reddituali, patrimoniali e di godimento di beni durevoli.
Per quanto riguarda i requisiti di residenza è importante essere residenti in maniera continuativa in Italia da almeno 10 anni ed essere anche in regola con tutte le normative di soggiorno europee in vigore.

Per quanto riguarda i requisiti reddituali ovviamente strumento di riferimento sarà il modello ISEE che dovrà essere inferiore a 9.360€. Anche per quanto riguarda i requisiti patrimoniali l’indicatore di riferimento sarà il modello ISEE. Esso dovrà avere un patrimonio immobiliare, esclusa la prima casa, non oltre i 30.000€. E un valore mobiliare non superiore a 6.000€ a cui bisogna sommare 2.000€ per ogni altro componente il nucleo familiare fino a massimo 10.000€.

Infine, per quanto riguarda il godimento dei beni durevoli il richiedente non deve aver immatricolato un’auto nei 6 mesi precedenti e non deve possedere un autoveicolo superiore a 1600 cc di cilindrata immatricolati nei due anni precedenti la richiesta. Lo stesso vale per i motoveicoli con cilindrata superiore ai 250 cc.

Questi sono i parametri fondamentali da conoscere per poter fare la richiesta del Reddito di Cittadinanza. Tuttavia è altrettanto importante avere ben chiaro in mente i soggetti che sono esclusi dal provvedimento, in modo da non avere false speranze. Non ne ha diritto chi è in carcere, per tutta la durata della pena, o chi è ricoverato in strutture di cura permanenti e a carico dello Stato. Non hanno diritto al reddito di cittadinanza i nuclei familiari in cui abita un soggetto dimessosi volontariamente dal lavoro se non sono trascorsi almeno 12 mesi. Così come non potranno quelle famiglie al cui interno ci sono proprietari di imbarcazioni.

Reddito di cittadinanza 2019: ecco come funziona per chi usufruirà del beneficio. E come avviene il reinserimento al lavoro.

Chi usufruirà del reddito di cittadinanza ne beneficerà per massimo 18 mesi e per poterlo rinnovare deve trascorrere almeno un mese. Se uno o più componenti familiari, nel frattempo, vengono collocati a lavoro vi è una caratteristica importante di erogazione del reddito. Questo, infatti, traghetterà la famiglia fino a che non sarà completamente indipendente e non avrà almeno un anno di storicità lavorativa. Infatti in caso di presenza di reddito da lavoro appena percepito, questo concorrerà nella misura dell’80% alla determinazione dei requisiti per l’anno successivo fino a che l’ISEE non sarà costituito da reddito da lavoro di un’intera annualità.

Oggetto di polemiche e strumentalizzazioni, inoltre, sono state anche le modalità di inserimento a lavoro previste dalla normativa. Approfondiamole anche queste. Tutti i componenti del nucleo familiare maggiorenni sono obbligati a sottoscrivere la propria disponibilità a formarsi e a lavorare. E’ previsto presso i centri per l’impiego un percorso di riabilitazione e formazione che consiste in colloqui e corsi periodici.

L’accordo prevede, inoltre, l’obbligo di accettare almeno una proposta idonea su tre ricevute. Quando una proposta di lavoro può ritenersi idonea? Una proposta di lavoro viene considerata idonea se ricevuta nel raggio di almeno di 100km entro i 6 mesi di attivazione del servizio e 250 km oltre i 6 mesi. Particolare riguardo è previsto per i portatori di handicap le cui offerte dovranno essere non superiore ai 100 km di distanza. Affinchè tutto ciò si verifichi il Governo dovrà avere la piena collaborazione e formazione dei Centri per l’Impiego di tutta Italia. Essi dovranno garantire l’incontro tra domanda e offerta e il rispetto di tutti i tempi previsti. Riuscirà la manovra a non passare per quella destinata a far rimanere le persone sul divano?

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