MES: Cos’è e Come Funziona!

MES: si sente molto parlare di questo nuovo meccanismo, chiamato anche fondo salva-Stati. Sono tante le personalità a favore ma anche quelle che si sono da sempre dichiarate contrarie. Ecco di cosa si tratta esattamente e per quali ragioni il MES viene ritenuto utile o dannoso.

In questi giorni di emergenza sanitaria, si è sentito più volte di parlare di MES, o fondo salva-Stati. Molti partiti politici si sono espressi a favore o contrari, ma a molti non è chiaro di che cosa si stia parlando esattamente. Che cos’è di preciso il MES, come funziona e quali sono le sue caratteristiche? E’ fondamentale conoscerlo per avere una propria opinione sull’argomento.

MES: cos’è e quali origini ha!

Alla lettera, il MES è il Meccanismo Europeo di Stabilità. Quest’ultimo è nato a seguito delle modifiche apportate al Trattato di Lisbona nel 2011, su decisione del consiglio UE. L’entrata in vigore poi era stata programmata per il 2013, ma dal momento che la crisi si è fatta sentire in maniera più forte in vari Stati, si è deciso di anticipare la sua validità al 2012. Il MES si può definire, in poche parole, come un meccanismo utile a mantenere la stabilità finanziaria di un singolo paese, ed anche dell’intera zona euro. Per ottenere questo, il fondo salva-Stati è in grado di concedere prestiti a coloro che ne hanno bisogno, anche se però le condizioni sono piuttosto rigide ed ogni Paese deve rispettarlo. In alcuni casi specifici, il MES può anche sanzionare.

Per quanto riguarda le procedure che un singolo Paese deve affrontare per ottenere il MES, ci sono dei passaggi da tenere in considerazione. Lo Stato che ha bisogno di supporto, infatti, deve avanzare la sua richiesta al Presidente del Consiglio dei governatori del fondo, il quale si occuperà di gestire la richiesta ed eventualmente approvarla. Per fare questo, il MES deve chiedere alla Commissione UE accertamenti sullo stato di salute dello Stato richiedente, ed anche della sua necessità finanziaria. A questo punto, il MES deve stabilire se effettivamente il Paese può essere aiutato ed in che termini. Se la richiesta e la procedura vanno a buon fine, si stabilisce la cifra del prestito che lo Stato richiedente deve ricevere e si provvede a liquidare il tutto. La votazione del Consiglio, infatti, avviene per maggioranza semplice. Bisogna considerare che, sebbene sembri un iter piuttosto lungo e complicato, devono trascorrere al massimo 7 giorni dalla richiesta formale di assistenza fino al momento in cui questa viene approvata o respinta. Si tratta dunque di una procedura tutto sommato rapida, per quanto apparentemente complessa. Naturalmente però ci sono altri aspetti da considerare, cercando di capire quali sono le ragioni per cui il MES viene anche aspramente criticato.

MES: perché viene criticato e chi lo gestisce!

Il MES deve essere gestito da una sorta di organizzazione, denominata Consiglio dei Governatori. Si tratta dunque dell’insieme dei Ministri delle Finanze di tutta l’Eurozona, a cui prende parte anche un Consiglio di Amministrazione, che viene nominato dai singoli governatori. Del MES devono fare parte anche una figura di Direttore Generale, che avrà diritti di voto e dunque un peso nel momento in cui bisognerà decidere se assegnare i prestiti o meno, il commissario europeo agli Affari economico-monetari e il Presidente della BCE. Questi ultimi due non possono intervenire nelle votazioni e non hanno quindi una funzione quando si devono prendere decisioni. Per prendere parte al MES ci sono delle condizioni che sono state modificate nel 2017, e che sono state giudicate ben più rigide ed aspre. Per accedere, infatti, è fondamentale avere un rapporto debito/PIL sotto il 60%, non essere in procedura d’infrazione ed anche avere un deficit inferiore al 3% da almeno due anni. Se tutti questi aspetti sono rispettati, è probabile che si possa ottenere il prestito e che il MES quindi intervenga per aiutare lo Stato in difficoltà.

Sono state però molteplici le critiche che sono state mosse contro il MES, soprattutto negli ultimi giorni. Molti infatti si sono schierati contro i meccanismi che sono alla base del MES e quindi contro i criteri che non possono assolutamente mancare se si desidera ottenere un prestito. Altrettanti invece ritengono che il problema principale sia legato al potere della Banca Centrale Europea, che potrebbe così imporre ulteriori limitazioni ed anche prendere delle decisioni piuttosto rilevanti sul futuro di molteplici Paesi. Alcuni dunque osservano che sia un modo di dare eccessivo potere alla BCE, che potrebbe disporre in un certo senso di troppi aspetti in più. Inoltre, un altro aspetto fortemente criticato è quello delle somme, che vengono versate da tutti gli Stati non in difficoltà. Quello che si rileva è che, qualora un Paese di dimensioni maggiori debba aver bisogno del MES, a versare i fondi che quest’ultimo non può più garantire sarebbero gli Stati più piccoli e dunque in maggiore difficoltà. Secondo alcuni, quindi, sarebbero sempre gli stessi Stati a rimetterci. Voi invece che cosa ne pensate? Siete riusciti a farvi un’idea sul MES? A voi i commenti!

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