Gli Scienziati Dimostrano Gli Effetti Terapeutici Della Musica!

Non è certo una novità che la musica abbia effetti terapeutici. Fu Pitagora il primo, 2600 anni fa, ad usare la musica come medicina. Ascoltarla infatti può produrre vari benefici, sia all’umore che al fisico. Adesso però a sostegno di tali tesi ci sono delle teorie e degli studi scientifici che aprono la strada all’uso della musica in modo clinico, che addirittura in alcuni casi potrebbe sostituire i farmaci. Ecco  quindi tutti i dettagli.

Effetti terapeutici della musica

Il filosofo Pitagora fu il primo a sostenere, 2600 anni fa, che la musica avesse degli effetti terapeutici. Oggi molti studi scientifici, più di 400, sono in grado di dimostrare  che questa affermazione è vera. Infatti ascoltare musica è in grado di potenziare il sistema immunitario, regolare l’umore e ridurre i livelli di ansia. In effetti in maniera del tutto autonoma in molti utilizzano la musica per calmarsi, sfogarsi o darsi la carica da sempre, ma adesso i neuro scienziati hanno fatto un ulteriore passo avanti, portando avanti degli studi in grado di rispondere alla domanda sul perché la musica ha effetti terapeutici.

Perché la musica produce effetti benefici

Lo studio sul perché la musica possa produrre degli effetti benefici è stato elaborato dal prof. Levitin. Quest’ultimo ha spiegato di aver documentato i meccanismi neurochimici in cui la musica può influire, dividendoli in 4 settori: gestione dell’umore, stress, sistema immunitario e aiuto per i legami sociali. Lo studio ha dimostrato che bloccando gli oppioidi endogini nel cervello, utilizzando un farmaco, e facendo ascoltare ai pazienti la loro canzone preferita questi riferivano di ottenere una quantità di piacere inferiore rispetto al solito. Quando invece gli oppiodi endogini non erano bloccati riuscivano a trarre maggior sollievo dall’ascolto della musica. Da questo studio quindi si è scoperto che le persone  grazie alla dopamina, che viene rilasciata ascoltando musica, riescono a trarre  godimento dall’ascolto di un brano ma la musica inizia ad influenzare le nostre menti per effetto degli oppioidi endogeni.

Cosa sono gli oppioidi endogeni

Gli oppioidi endogeni sono sostanze chimiche naturali del cervello tra cui le più conosciute sono le endorfine. Tali sostanza ha proprietà analgesiche. Nello specifico gli oppiodi sono in grado di eliminare il dolore, rallentare l’invecchiamento e addirittura innescare il processo di autoguarigione. L’ascolto della musica quindi produce effetti benefici perché stimola la produzione di questa sostanza che ha tutte le caratteristi suddette.

Prove dell’influenza della musica sul cervello

Il professor Levitin ed il suo team, una volta ipotizzato che la musica produca degli effetti benefici grazie al rilascio degli oppioidi endogeni, o più in generale grazie all’influenza della musica sulle sostanze chimiche, nel nostro cervello,  ha portato avanti degli studi per provare tale ipotesi. Innanzitutto sono riusciti ad isolare quattro aree di intervento a cui hanno collegato quattro sistemi neuro-chimici primari. Quindi per esempio per aiutare soggetti con disturbi alimentari e necessario implementare lo sviluppo di dopamina e oppioidi, mentre invece per ridurre l’ansia e lo stress il cortisolo. Per sviluppare il sistema immunitario è necessario sviluppare la serotonina, infine l’ossitocina serve per instillare fiducia.

Al termine di questi studi i risultati sono risultati sorprendenti. Hanno dimostrato infatti che la musica facilita l’attivazione di processi neurochimici di oppioidi cerebrali che l’intervento farmacologico non è stato in grado di eguagliare. Ci sono stati casi inoltre nei quali gli psicofarmaci sono stati ridotti o addirittura eliminati. Oltretutto la musica non solo facilita tali processi ma non ha gli stessi effetti collaterali dei farmaci.

Musica per aumentare la resistenza fisica

Dopo tutti gli studi e le prove di cui abbiamo parlato, alcuni scienziati hanno lavorato ad una macchina di sollevamento pesi abbinata alla musica. Ebbene anche in questo caso i risultati sono stati sorprendenti. Si è dimostrato che dopo 6 minuti di utilizzo della macchina, la quantità di sforzo che la persona percepiva si dimezzava. Abbinando la musica all’allenamento con la macchina, si è riuscito ad alzare la resistenza fisica di una persona sopra allo standard. Per l’ideatore di tale macchina questo è un tassello importante per la biologia, è noto infatti che la musica può essere piacevole, triste e stimolante ma in questo caso si è dimostrato che ha effetti anche sulla resistenza fisica.

La musica come antidolorifico

Un grande rilascio di oppiodi è in grado di aumentare la soglia del dolore e l’ascolto della musica contribuisce alla produzione di tele sostanza. La musica quindi può innalzare la soglia del dolore tanto che in alcuni casi viene utilizzata per ridurre l’uso della morfina. Inoltre alcuni ospedali la utilizzano per alleviare l’ansia prima di un intervento o per contrastare il dolore post-operatorio ma potrebbe essere utilizzata anche per alleviare il dolore in persone tossicodipendenti o colpite da ictus.

In conclusione, per gli scienziati la musica non è ancora pienamente sfruttata clinicamente, certamente perché i suoi effetti non sono immediati come i farmaci, ma è anche vero che non ha gli stessi effetti collaterali degli psicofarmaci, ma anzi, in alcuni casi i risultati sono anche più apprezzabili. Nel frattempo tutti abitualmente continuano ad ascoltare la musica, che scandisce i loro stati d’animo.

Voi cosa ne pensate? Siete convinti dell’effetto terapeutico della musica? Fatecelo sapere con un commento!

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