Decreto Cura Italia: Modifiche e Conferme Dopo l’Approvazione!

Decreto Cura Italia: il famoso provvedimento per la gestione del lato economico dell’emergenza sanitaria, è diventato legge. Ecco quali sono le modifiche e gli aggiornamenti che cosa bisogna sapere.

Del decreto Cura Italia si è parlato moltissimo in queste ultime settimane di emergenza sanitaria ed economica. Adesso il decreto è diventato legge dopo essere stato approvato dalla Camera, ma rispetto a quello che conoscevamo inizialmente, contiene alcune modifiche attuate in Parlamento. Si tratta del primo decreto in assoluto per trattare l’emergenza coronavirus dal punto di vista sanitario. Ecco cosa prevede ora che è definitivo, chi potrà beneficiare di qualcosa e cosa bisogna sapere.

Decreto Cura Italia: al centro sfratti e mutui!

Come già si era intuito quando ancora non si avevano conferme definitive, tra le altre cose al centro del decreto Cura Italia ci saranno i mutui e gli sfratti. Nel caso dei primi, la decisione di cambiare la gestione della situazione dei pagamenti è legata proprio alle difficoltà di numerosi italiani per via della chiusura delle aziende e delle attività. Il decreto Cura Italia nasce proprio per venire incontro alle esigenze di chi non ha potuto svolgere regolarmente il suo lavoro e dunque non ha potuto guadagnare il suo stipendio. Per questo motivo, uno dei primi provvedimenti che si trovano nel decreto riguarda proprio gli sfratti.

Dal 30 giugno al 1° settembre del 2020, tutti gli sfratti sono prorogati. Dunque in queste date non sarà possibile perdere il proprio appartamento o il proprio negozio. Sono stati inoltre stanziati, in merito a questo, 69.5 milioni di euro al Fondo contributi affitti e al Fondo morosità incolpevole.

Infatti la decisione di gestire diversamente gli sfratti ed il pagamento dei mutui dipende dal fatto che tutta la morosità di questo periodo potrà e dovrà essere giudicata incolpevole, perché legata a cause imprevedibili e di forza maggiore. Questa cifra prevista dal decreto dovrebbe finire nel giro di 10 giorni nelle casse regionali, che dovranno poi occuparsi, entro altri 30 giorni, di versare le cifre che occorrono ai vari Comuni.

Inoltre, per quanto riguarda i mutui, le regole di accesso al Fondo Gasparrini per la sospensione dei mutui della prima casa sono state radicalmente modificate. Infatti ora potranno avervi accesso anche i lavoratori autonomi ed i liberi professionisti, che però saranno obbligati a dimostrare di aver avuto un calo di un terzo dello stipendio nel trimestre successivo al 21 febbraio, ossia la data in cui l’epidemia e l’emergenza sono iniziate.

Non sarà dunque richiesta la presentazione dell’Isee ma bisognerà dimostrare che il calo del fatturato è riconducibile all’emergenza sanitaria, magari per la chiusura del proprio esercizio commerciale o per altri problemi di questo genere.

Ad ogni modo, i mutui per cui l’agevolazione è ammessa non devono superare l’ammontare totale di 400mila euro. Si tratta della conseguenza di un allentamento delle regole di accesso, anche se bisognerà dimostrare la massima precisione nel certificare di aver avuto delle perdite significative a causa del Covid-19.

Decreto Cura Italia: zone rosse e assunzione di medici ed infermieri!

Sempre per quanto riguarda le proprie abitazioni e dunque lo sfratto, anche il pignoramento ha molto a che fare con il decreto Cura Italia. A partire dall’entrata in vigore di quest’ultimo e per i successivi sei mesi, non sarà possibile mettere in pratica nessuna procedura esecutiva per il pignoramento dell’abitazione principale.

I due anni in più che erano stati dati all’Agenzia delle Entrate per condurre gli accertamenti fiscali, sono stati aboliti. Questo significa che a partire dal primo giugno, quando l’Agenzia delle Entrate tornerà in piena attività, ci sarà un netto incremento di atti di notifica.

Per quanto riguarda invece il processo tributario, sono stati sospesi i termini per la notifica di ricorso in primo grado. Sospeso anche il termine di 90 giorni per chiudere la procedura di mediazione.

Infine, il decreto Cura Italia prevede anche delle novità per quanto riguarda le zone rosse, ossia quelle maggiormente colpite dal contagio, da cui non si può né entrare né uscire. Ne sono previste infatti di nuove in alcune località italiane in cui il coronavirus non sembra rallentare, mentre sono previste assunzioni di 20 mila operatori sanitari tra medici ed infermieri. Questi ultimi sono stati la categoria più importante in assoluto nella gestione e nel contenimento di questa emergenza, dunque nel decreto si è voluto pensare anche a loro.

Sono inoltre stati sospesi tutti i processi, sia quelli civili, che quelli penali, militari, tributari, eccetera. Questa è prevalentemente una misura di contenimento per evitare che in luoghi come quelli, ossia al chiuso e dove il contatto è inevitabilmente ravvicinato, si vengano a creare situazioni di assembramento.

Cosa ne pensate delle misure previste dal decreto Cura Italia? Avreste voluto qualcosa di diverso o pensate che sia tutto giusto? Fatecelo sapere con un commento!

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