Bonus 600 Euro: l’INPS Respinge Le Accuse!

Bonus 600 euro: l’INPS, attraverso un’intervista di Pasquale Tridico, sottolinea di non essere responsabile dei ritardi nell’erogazione dell’indennità. Ecco per quale ragione.

Nell’ultimo periodo, l’INPS è finita nell’occhio del ciclone in diverse circostanze. Dopo il sito, che non solo non è riuscito a reggere il boom di domande per i sostegni previsti dal Decreto Cura Italia, ma ha anche pubblicato i dati privati degli utenti, ora in molti si stanno lamentando dei ritardi nell’erogazione degli ormai famosi 600 euro. Questi ultimi dovevano essere corrisposti, per il mese di marzo, da ormai diversi giorni ma tantissimi sottolineano di non averli ricevuti. L’INPS però respinge le accuse e spiega per quale ragione questo disservizio non sarebbe una sua responsabilità.

Bonus 600 euro: l’INPS parla dei ritardi nell’erogazione!

In occasione dell’attacco hacker e del crash del suo sito, il primo aprile, l’INPS aveva presentato delle scuse. L’errore era stato ammesso, dato che il sito non era sufficientemente preparato ad un’affluenza così significativa ed improvvisa. Nel caso invece del ritardo dell’erogazione nel bonus di 600 euro, l’INPS ha specificato di non avere alcuna responsabilità in questo senso, respingendo i numerosi attacchi di cui è stata oggetto nelle ultime ore. Infatti Pasquale Tridico, il presidente dell’INPS, ha parlato ai microfoni dell’AdnKronos per spiegare a cosa sono dovuti questi ritardi e sottolineare anche i motivi per cui l’INPS non è la responsabile del problema.

Infatti, Tridico ha spiegato che il versamento è competenza delle Casse private dei professionisti, che hanno i fondi previsti dell’indennità predisposta dal Governo. La gestione dunque è completamente autonoma e l’INPS non avrebbe modo di intervenire per velocizzare le procedure e per consentire una ricezione più rapida dei 600 euro.

Se, di conseguenza, in questi giorni ci sono dei ritardi, la colpa non è dell’INPS perché non è quest’ultima ad occuparsi in prima persona di gestire i fondi e di corrisponderli ai richiedenti. Nell’ambito di questa intervista, Tridico ha anche avuto modo di chiedere scusa per i precedenti disservizi legati al cattivo funzionamento del sito. Il direttore, però, ha detto che proprio parlando di questi cattivi funzionamenti è necessario sottolineare la grande generosità dell’Istituto che si è attivato in prima persona per essere presente durante questa emergenza. Dunque sarebbe sotto gli occhi di tutti lo sforzo che l’INPS sta compiendo per restare al fianco dei cittadini.

Ad ogni modo, però, Pasquale Tridico ha anche fornito delle importanti informazioni sul bonus 600 euro, dando dei dati concreti sul numero delle persone che hanno avanzato la richiesta di riceverlo e quelli che lo hanno effettivamente ricevuto.

Bonus 600 euro: quante persone lo hanno già ricevuto!

Tante persone hanno lamentato di non aver ricevuto nulla, nonostante abbiano fornito tutte le documentazioni necessarie e correttamente compilato ogni modulo richiesto dall’INPS. Per questo motivo, Pasquale Tridico è tornato a parlare dell’argomento dando dei numeri concreti su quante persone in realtà abbiano già ricevuto il bonus 600 euro, e per quale motivo invece le altre richieste siano in coda. Infatti, Tridico ha detto che sono state fatte 5 milioni di domande per 9,5 milioni di beneficiari.

Quindi sono queste le cifre da gestire ed al momento l’INPS è riuscita ad erogare con successo 3,1 milioni di indennità, sul numero che è stato indicato. In base a quello che si intuisce nell’intervista di Tridico, si tratterebbe di un numero già piuttosto importante visto il sovraffollamento di richieste, e prima o poi l’indennità riuscirà ad arrivare a destinazione, a tutti. Inoltre, durante l’intervista, si è sottolineato che oltre le 3,1 milioni di richieste già accontentate, ce ne sono 250 mila con l’IBAN in fase di correzione e per le quali si sta collaborando con gli utenti.

Inoltre, a questi numeri bisogna aggiungere anche altre 500mila richieste in istruttoria. Con queste parole e questi dati l’INPS ci ha tenuto a rassicurare tutti, poiché a quanto pare si sta procedendo lentamente ma inesorabilmente per accontentare tutte le richieste che sono andate a buon fine, anche quelle che hanno presentato alcuni problemi come nel caso dell’IBAN. Infine, l’INPS ha aggiunto la possibilità di consultare in qualunque momento la domanda che i cittadini hanno presentato. Attraverso un apposito format, sarà infine anche possibile modificarla qualora ci si rendesse conto di aver sbagliato qualcosa nella fase di inserimento. Dunque non solo l’INPS respinge le accuse ma difende il proprio operato, sottolineando come tutto sta andando per il verso giusto malgrado le tante difficoltà che l’Istituto deve affrontare.

Voi avete avanzato la richiesta dell’indennità o conoscete qualcuno che l’ha fatto? La cifra richiesta è arrivata? A voi i commenti!

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