Assicurazione per le casalinghe: quanto veramente è utile?

L’assicurazione per le casalinghe sembra non riscuotere particolare successo: molti gli evasori nei confronti di una tassa dalle norme troppo stringenti.

Introdotta con la legge numero 493 del 3 dicembre 1999, l’assicurazione per le casalinghe avrebbe avuto l’obiettivo di tutelare tutti coloro che si occupano della cura della casa e del nucleo familiare con un’età compresa tra i 18 e i 65 anni. Di recente si è tornato a parlare di questa assicurazione, anche perché proprio in questi giorni stanno arrivando gli avvisi per tutti coloro che intendo assicurarsi dagli infortuni domestici. Si tratta di pagare una tassa che corrisponde a 12,91 euro. Ma sta funzionando davvero questo sistema? Quanti davvero possono beneficiare di una protezione di questo genere?

Il fallimento dell’operazione

Secondo gli ultimi dati a disposizione, risulterebbe che soltanto un quinto degli obbligati paga l’assicurazione per le casalinghe. Inoltre le condizioni per ottenere l’indennizzo, nel caso avvenga un infortunio, sono davvero molto rigorose. L’assicurazione avrebbe l’obiettivo di tutelare da cadute, ferite, scottature, scivoloni, incidenti che in ambito domestico ammonterebbero a più di due milioni ogni anno.

Ma sono molte le criticità di una polizza che non funzionerebbe nel migliore dei modi. Innanzitutto si basa sul principio di assicurare delle persone che sono senza stipendio e che non pagano le tasse. Nonostante sia da molti anni che questa assicurazione è entrata in vigore, le iscrizioni continuano a diminuire. L’Inail effettua ogni anno una vera e propria campagna di comunicazione, per cercare di sensibilizzare sull’importanza dell’assicurazione obbligatoria. Arrivano a casa anche delle lettere a tutti coloro che rientrerebbero nell’obbligo, secondo i dati messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

I dati parlano chiaramente: sono molti gli evasori. Basti pensare che nel 2005 si sono avute 2.697.989 iscrizioni, nel 2008 2.161.214, nel 2010 1.878.843, nel 2012 1.596.802, per poi scendere ancora di più nel 2014, fino ad arrivare a 1.249.304.

L’assicurazione per le casalinghe non funziona bene perché tutela soltanto in caso di incidenti domestici davvero gravi. La soglia di invalidità pari al 27% corrisponderebbe almeno all’amputazione di tutte le dita di una mano. Altri incidenti, come le bruciature con il ferro da stiro, la frattura alla gamba, la perdita di un solo dito o il diventare sordi da un orecchio, non vengono nemmeno riconosciuti.

Nel corso di tutti questi anni, da quando è entrata in vigore la norma, sono state erogate soltanto 1.000 rendite. Il dato lascia ancora più perplessi se si esaminano quelle relative ad incidenti con esiti mortali. È stato calcolato a questo proposito che entro il 2014 sono arrivate 716 denunce. Di queste la commissione specifica che si occupa della valutazione ne approvate soltanto 87. Per avere diritto all’indennità è importante dimostrare di aver avuto un infortunio svolgendo un lavoro domestico. Se questo dato non è dimostrabile, non si ha diritto ad un indennizzo. Chi riporta un’invalidità del 27% ha diritto ad una rendita mensile, che corrisponde a poco più di 186 euro.

C’è un altro dato che appare veramente incredibile: l’assicurazione non diventa più valida se si superano i 65 anni di età. Eppure è proprio in questa fascia superiore ai 65 anni che aumenta il rischio di incorrere in incidenti domestici. Varie volte si è cercato di estendere queste condizioni, proponendo di innalzare il limite da 65 anni a 70 anni, ma non ci sono stati risultati concreti in questo senso.

D’altra parte l’Inail non si adopera molto per cercare chi evade l’obbligo dell’assicurazione. Per fare accertamenti sono necessarie procedure complicate. Molto spesso non vengono applicate nemmeno le sanzioni previste dalla legge. Da considerare anche che la multa, in caso di mancato pagamento, corrisponde soltanto alla somma del premio che non è stata versata. L’Inail si adopera soltanto per promuovere la sensibilizzazione nei confronti della questione e gli italiani cominciano a vedere il pagamento del premio soltanto come una specie di tassa che deve essere pagata da chi non può contare nemmeno su un reddito.

Se consideriamo, quindi, gli esiti dell’applicazione della norma, possiamo constatare in maniera molto evidente il fallimento di un’impresa che non solo non sta portando i suoi frutti, ma attira su di sé il dissenso dei nostri connazionali.

Come funziona l’assicurazione per le casalinghe

Nell’intento dell’ordinamento italiano, l’assicurazione sarebbe obbligatoria. Basta effettuare il versamento con un bollettino postale precompilato. Entro la fine di ogni anno le persone interessate ricevono questo bollettino direttamente a casa propria. Se non si riceve il bollettino per cause tecniche, è possibile trovarlo sul sito dell’Inail, dopo un’autenticazione. In alternativa si può utilizzare il bollettino postale bianco, con un versamento sul conto corrente 30621049 intestato ad Inail assicurazione infortuni domestici. Ci sarebbe anche la possibilità di effettuare un versamento in modalità elettronica con PagoPA. Si può scegliere di recarsi anche presso una banca o presso i tabaccai che aderiscono al servizio.

Dalla legge italiana è stato stabilito anche che per i redditi più bassi il premio è a carico dello Stato. I termini per usufruire di quest’ultima condizione consistono nell’avere un reddito complessivo lordo personale fino a 4.648,11 euro e nel far parte di un nucleo familiare che arriva in totale ad un reddito di 9.296,22 euro.

Chi deve assicurarsi

I soggetti obbligati ad iscriversi sono coloro che svolgono lavori domestici e si occupano della famiglia in modo esclusivo, gratuito e senza vincolo di subordinazione. Rientrano tra questi anche i pensionati che non hanno superato i 65 anni, i cittadini stranieri con regolare permesso di soggiorno che non hanno altra occupazione oltre a quella domestica. Si possono iscrivere anche i ragazzi e le ragazze che hanno compiuto 18 anni e che sono in attesa di prima occupazione. Nella stessa famiglia possono assicurarsi anche più persone.

Quali sono gli infortuni previsti

L’assicurazione vuole tutelare dagli infortuni che avvengono a causa del lavoro prestato in casa, nell’abitazione in cui dimora l’assicurato. Sono compresi le soffitte, le cantine, i giardini, i balconi e le parti comuni in ambito condominiale. In particolare si può ricevere un indennizzo, se l’infortunio comporta un’invalidità permanente del 27% o superiore a questa soglia. In caso di morte ciascuno dei membri della famiglia avrà diritto ad una rendita. La rendita viene calcolata nelle stesse percentuali previste nelle assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro.

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