Agenzia Delle Entrate: In Arrivo Un Fiume di Notifiche!

Nei prossimi mesi, dopo il periodo di inattività del Fisco, dovuto all’emergenza sanitaria, arriveranno cattive notizie per i contribuenti. Si parla di oltre 8 milioni di notifiche che l’agenzia delle entrate è pronta a notificare. Ecco di che cosa si tratta e per quale motivo gli atti da notificare saranno così tanti.

L’emergenza sanitaria in corso ha bloccato tantissimi settori, causando una serie di chiusure. Molte aziende non hanno potuto svolgere, e tante altre non possono ancora farlo, la loro normale attività. Il coronavirus ha causato anche tanti rallentamenti di vario genere, ad esempio nelle spedizioni. Una cosa che sta per ripartire e che molti non hanno tenuto in considerazione, però, è l’Agenzia delle Entrate. Il Fisco deve tornare fra poco tempo in attività e questo significa che molti atti arretrati dovranno essere notificati.

Agenzia Delle Entrate: verso milioni di accertamenti fiscali!

Il Fisco ha da poco affrontato un periodo di inattività dovuto al coronavirus. Infatti non sono stati svolti accertamenti fiscali e così sarà fino al primo giugno. Da questo momento in poi invece si potrà tornare a notificare tutti gli atti e si potranno portare nuovamente avanti gli accertamenti fiscali di varia natura. Ovviamente, a causa del periodo in cui l’Agenzia delle Entrate non ha portato avanti la sua normale attività, ci sarà un importante arretrato che porterà i contribuenti a ricevere notifiche ed avvertimenti in una sorta di effetto valanga. Secondo quanto è trapelato, infatti, ci sono 8 milioni di atti da notificare che andranno in preparazione a giugno, quando l’Agenzia delle Entrate riprenderà il suo normale funzionamento, e che saranno ‘consegnati’ entro sei mesi, dunque entro dicembre.

Non si tratta però di qualcosa che succederà improvvisamente e senza preavviso. E non è detto nemmeno che non possa essere in qualche modo impedito. Infatti il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha parlato davanti alla commissione Finanze della Camera trattando proprio l’argomento delle numerose notifiche che i contribuenti potranno ricevere praticamente in maniera contemporanea.

Ruffini ha dichiarato che non può escludere che venga però messa in atto una nuova rottamazione e che dunque si raggiunga un compromesso per la pace fiscale. Infatti l’intervallo di tempo in cui la maggioranza delle attività è stata sospesa, non ha migliorato la situazione dei contribuenti che erano già in difficoltà ma molto probabilmente l’ha addirittura condotta al peggioramento. Per questo motivo sarà necessario riflettere per gestire al meglio il tutto ed evitare di prendere qualcosa di eccessivo da intere famiglie che vivono già un periodo di estrema difficoltà a causa della chiusura di quasi tutte le attività. Ad ogni modo, Ruffini ha sostenuto che le numerose notifiche che sono in coda e che dovrebbero essere fatte a partire dal primo di giugno, hanno a che spartire soltanto in parte con l’epidemia di Covid-19.

Parla il direttore dell’Agenzia delle Entrate!

Ernesto Maria Ruffini ha dichiarato che il così elevato numero di atti da notificare è legato all’abrogazione del prolungamento dei classici due anni per gli accertamenti svolti dal Fisco. Questo aspetto era stato introdotto dal decreto Cura Italia e poi era stato nuovamente abrogato nel passaggio tra la Camera ed il Senato. Il direttore ha spiegato che quella proroga era nata proprio per evitare che 8 milioni e mezzo di atti venissero notificati in maniera quasi contemporanea. In un certo senso quindi si veniva in aiuto ai contribuenti ma dopo la decisione di abrogare il tutto, presa nel momento del passaggio dalla Camera e dal Senato, l’Agenzia delle Entrate si è trovata costretta ad organizzarsi per notificare tutto entro fine anno.

Infatti in questo modo i termini per gli accertamenti vengono ridotti e non si può far altro che intervenire entro sei mesi. Ovviamente il periodo di inattività del Fisco ha anche peggiorato la situazione, facendo accumulare ulteriormente tutti gli atti da notificare, che già saranno in quantità davvero importanti.

Ruffini ha anche dovuto precisare che gli atti notificati nel periodo del lockdown non sono soggetti a nessun tipo di rinvio. Devono essere dunque pagati entro quelli che sono sempre stati i termini di legge, senza nessun margine di comprensione malgrado tutti i problemi legati al periodo di quarantena. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha precisato che non c’è stato nessun provvedimento che specificasse un rinvio dei pagamenti a causa del periodo di quarantena. Questa cosa infatti è stata resa valida soltanto per tutti i contribuenti residenti in tutte quelle che sono state identificate come zone rosse, e che saranno gli unici a non doversi preoccupare dei pagamenti. Per tutti gli altri, anche se gli effetti del lockdown si sono fatti sentire, non è stato preso alcun provvedimento e dunque dovranno pagare regolarmente.

Che ne pensate di questa valanga di notifiche che arriverà nel corso dei prossimi mesi? Bisognava sospendere tutto per andare incontro alle esigenze di chi ha avuto problemi economici a causa della quarantena? Fatecelo sapere con un commento!

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